giovedì, luglio 27, 2006

La svolta

Questa mattina ho avuto una bella sorpresa nella mia casella di posta.
Finalmente la programmatrice del sito del Giornale dell'Umbria mi ha risposto e si è resa disponibile ad incontrarmi per una intervista e per raccontarmi la sua esperienza nel settore.
La testata si è infatti rivolta all'azienda umbra Sintesi Consulting, per trovare un modello semplice ed economico di gestione dei contenuti da ptoer utiizzare nel proprio quotidiano on line.

Il lavoro da fare è ancora molto, sto tentando di trovare una maniera utile ma comunque interessante per poter riempire di contenuti importanti alcune parti del giornale on line.
L'obiettivo del progetto non è infatti quello di mandare continuamente on line delle sezioni aggiornate contenenti informazioni di tipo giornalistico. A questo riguardo ci si è limitati a pubblicare le prime pagine delle due distinte edizioni (quella di Perugia e quell di Terni), aggiungendo un simpatico spaziettino a bordo pagina in cui è inserita la notizia che quotidianamente viene esposta nella locandina delle edicole.
Lo scopo del Giornale dell'Umbria on line è altro.
Innanzitutto vuole essere un cassetto riempito di tutte quelle cose che, per problemi di spazio e di tempo, non possono essere inserite nella copia cartacea del giorno. Immagini, testi, lettere da parte dei lettori, articoli e, perchè no, anche pubblicità.
Un enorme paginona in cui incollare tutto quello che, per ovvi motivi, va considerato in secondo piano ma che ha e deve avere comunque la sua importanza.

Sono molto curiosa del colloquio che si terrà martedì con la responsabile del progetto e di scrivere quache cosa a riguardo.

Nessuna immagine simbolo per oggi, non ho trovato niente che merita di essere inserita.

martedì, luglio 25, 2006

Il Masso delle Fanciulle

Si, perchè se di Tesi devo parlare in questo mio spazio editoriale totalmente gratuito e libero, allora è obbligatorio riferirvi come la mia visita a questo luogo abbia impedito di dedicarmi ad essa.
Cattiva la Natura.
Cattiva.
A Pisa l'afa era talmente tanta che anche il solo pensiero di essere in pochi minuti in spiaggia per un bel tuffo in mare, a Tirrenia, sembrava un film dell'orrore. Immagiante il carnaio di gente?
A risolvere il tutto ci ha pensato il Superman della situazione,il genio del mio ragazzo che, con tanto mistero e poche parole, mi ha svegliato alle 8:30, fatto indossare costume e scarpette comode (ho sempre bistrattato le birckestock ma quest'anno ho voluto testarle, seppur acquistando un modellino più frivoo di quello solitamente usato dal tipico tedesco_in_gita) e via, verso una destinazione svelata poco prima del nostro arrivo.
Luogo: Volterra, Pomarance, Fiume Cecina.
Ve ne consiglio una visitina e per maggiori informazioni e ancora più foto, visto che nelle mie compaio sempre io in orribile pose da "spiaggionista", rivolgeteVi alla Rete che, come sempre, si mette a nostra totale disposizione.
Variopinto, estremamente variopinto.

giovedì, luglio 20, 2006

Il passaparola


Ricominciamo a parlare di questa mia tesi incentrata sull'informazione on line e su come Internet ha modificato e stravolto il fare giornalismo, lo scrivere, l'impaginare, l'essere un giornalista.
Ma cosa c'è al centro di tutto questo?

Ed ecco arrivare al termine della giornata, il PASSAPAROLA.

Nel mio leggere, rileggere, pensare e riscontrare quel sui cui riflettevo per la mia tesi, ecco che questa buffa parola è comparsa, tra una riga e l’altra, dell’abbozzo della mia tesi.

Il passaparola, che cos’è?

Il passaparola indica un sistema di comunicazione personale o lo scambio di informazioni di qualsiasi genere, il quale diventa uno strumento fondamentale per analizzare i sistemi di informazione e comunicazione.

Questa forma di comunicazione così tradizionale e, se vogliamo dirlo, così vicina alla realtà locali della nostra città, abbraccia in pieno la nuova tecnologia rappresentata da Internet, che ne estende il chiacchiericcio sino all’impossibile. Sappiamo bene come i piccoli paesi o le città dove tutti conoscono tutti, siano il regno incostrato della chiacchera con coloro che indentifichiamo come "il vicino di casa" il panettierei dietro l'angolo" o i parenti più stretti, ovvero coloro con cui ci relazioniamo. Ma, se alla base del passaporola stanno anche fattori quali la condivisione di uno stesso codice linguistico attraverso cui comunicare, la condivisione di una stessa cultura e di uno stesso territorio, oggi esso può allargarsi sino a diventare da locale a globale. Dobbiamo avere accortezza nell'accostare due termine così contrastanti?

Assolutamente no.

Lo stesso Roland Robertson, nel suo libro Globalization: Social Theory and Global Culture, indica con il termine glocal, nato dalla fusione dei concetti di globale e locale, a sottolineare come la Rete seppur tenda ad essere mondiale, si è dimostrata ampiamente funzionale anche per ciò che riguarda la comunicazione in ambiti geograficamente più ristretti, in direzione di un pubblico così detto di nicchia. La questione del cosiddetto «glocal» è stata dibattuta, ma rimane importante l'affermazione di Enrico Pulcini:

«Il desiderio più intimo di informazione dell’uomo è quello relativo alla zona dove si vive o si lavora [...], è quello di conoscere informazioni e notizie utili a muoversi e interagire con la comunità locale».
Ed è proprio quel che succede ai giorni nostri, nonostanti si urli alla globalizzazione, alla standardizzazione,all'omogeneizzazione,al pensare "al grande e non al piccino", i quotidiani e i portali che dedicano spazio e tempo alle realtà locali, hanno dimostrato di avere un asso nella manica. Hanno infatti attirato su di loro l'attenzione di tutti coloro che hanno ancora a cuore il passaparola tanto cercato al bar sotto casa mentre si gioca a briscola.

Come abbiamo detto, il solo riferire il termine passaparola, rimanda il nostro pensiero alle piccole comunità, agli incontri personali, face to face, i quali al giorno di oggi rafforzano il loro potere e la loro importanza ma vengono accostati da altre risorse. Internet permette un contatto che possiamo definire come simile ma non di certo uguale, permtte di comunicare in tempo reale, di chiaccherare del più o del meno, di informarci e nello stesso tempo di informare. Che l'argomento sia la politica americana, il calcio italiano o lo scambiarsi la famosa ricetta della nonna Brianzola della casola, che importanza ha?

Il passaparola si è cosi assicurato la sua sopravvivenza.

martedì, luglio 18, 2006

Vacanza si, vacanza no....

Un rapido aggiornamento della mia vita e dei miei progetti.

Sabato ho fatto da madrina al battesimo di Matisse, bella faticaccia ma un grande divertimento e una enorme soddisfazione. Pare proprio che la mia colorata e fiorita figura(ringrazio Sasch per questo) comparirà in tutti e proprio tutti album di famiglia del bambino.
Non ho alcuna idea di dove andrò in vacanza, con chi andrò in vacanza e, soprattutto, se andrò in vacanza.
I soldi scarseggiano, mai quanto ora e, per la tesi, c'è ancora molto da fare.
Ho deciso di inserire nel secondo capitolo, quello relativo ai problemi che una testata si ritrova davanti nel momento in cui pensa di creare un giornale on line, una parte semplice e riassuntiva riguardante l'articolo 21 della Costituzione italiana e la nuova legge del 2001 sull'editoria e sui nuovi prodotti editoriali.
Quindi dichiaro completato anche questo capitolo è aperto l'ultimo. Ebbene si, il tanto temuto capitolo riguardante il caso studiato. Quello in cui le idee della laureanda verranno fuori, insieme a quell'ammasso di considerazioni maturate dopo una serie infinita di esami e lezioni.
Mamma mia che discorso inquietante e serioso questo.
Esco a passeggiare con le amiche e riapro il caso domani.