sabato, dicembre 23, 2006

"Strategie per far decollare un Forum"

Spulciando nella rete ho trovato un ebook (PDF) piuttosto interessante, ma non svelerò altro.
Il titolo è "Strategie per far decollare un Forum" Chi, tra glia ddetti ai lavori si lascerà incuriosire dal titolo del documento scritto da Giorgio Taverniti, scoprirà il resto. Ovviamente il libro, in pieno spirito di condivisione, è liberamente e interamente scaricabile.

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venerdì, dicembre 15, 2006

Holidays!


Mi sono regalata qualche giorno nella mia bella Amsterdam.
Chissà cos'altro scoprirò in questa mia nuova visita.
A presto.

mercoledì, dicembre 06, 2006

"We are tired of being always secondary, always reacting to what already exists"




Concludiamo la serata, anzi la nottata, con questa notiziola che ho trovato proprio ora, mentre mi preparavo per le ninne. Mi permetto di attuare il sano copia-e-incolla direttamente dal sito di
Indymedia.



Indymedia-Italia a 6 anni dalla sua nascita ha bisogno di ripensare il suo modo di essere media, e per farlo ha bisogno di silenzio, di tacere, ha bisogno di ripartire senza rete e di allargare la discussione a 360 gradi.

Indymedia è nata dalle strade e dalle piazze, luoghi che hanno trovato spazio sulle diverse parti del sito: il newswire, la colonna centrale, le categorie tematiche, i dossier. Ma anche il forum e le mailing-list.
Tutto ciò Indymedia lo ha fatto mantenendo sempre il suo essere network locale/globale che torna nelle strade e nelle piazze a chiudere il cerchio.

Col passare degli anni persone e strumenti sono entrati in conflitto, e il caso più emblematico è proprio il newswire, l'area a pubblicazione libera, diretta e senza filtri (concetti alla base dell'open publishing), intorno a cui si assiste a costanti polemiche su cosa viene nascosto e perché, sulla pubblicazione di foto e filmati che mostrano i visi delle persone, o dei loro dati personali.

Anche le mailing-list sono entrate in crisi, fra scarsa partecipazione e/o difficoltà nelle discussioni, e la ricerca del consenso, ovvero l'armonizzazione delle diverse posizioni e sfumature, è diventata sempre più difficile.

Tutto questo è oggetto di riflessione continua perché il senso critico impone di (ri)mettersi in discussione, sempre, ma il rumore di fondo è assordante e c'è bisogno di silenzio. In modo da poter ascoltare, osservare, valutare e concentrare le proprie energie sulle idee che altrimenti rischierebbero di restare sommerse. Il silenzio serve a questo, e di energie e idee, parliamone insieme, ripartendo da zero.

Indymedia-Italia chiude per ricominciare.



Contro un modello di comunicazione in cui l'audience si trova ad avere una posizione passiva e in risposta ad un mondo in cui le persone sentono sempre più forte la necessità di contare qualcosa, il modo di relazionarsi con sè e verso gli altri muta profondamente. La gente ha sempre più voglia di diventare soggetti attivi e di partecipare ai processi di comunicazione nei riguardi di quel che vede senza alcuna mediazione da parte di interessi economici. Indymedia ha in qualche modo rappresentato il mediattivismo, ovvero quella forma di giornalismo praticato dai movimenti no global che criticano il modello economico e politico delle multinazionali della globalizzazione anche nella gestione dei media, scegliendo di adottare una posizione conflittuale con tutto ciò che è riconducibile "all’incremento del mercato e della massimizzazione del profitto"

Nota: "We are tired of being always secondary, always reacting to what already exists", da "Generation Flash" di Lev Manovich.

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venerdì, dicembre 01, 2006

The Onion Router-->TOR

Per tornare alle cose serie, invece, riporto qua una cosa scritta dalla mia dolce ed intelligentissima metà. Dovrò chiedergli il permesso per postarlo, visto che è opera sua? O basterà dirglielo al telefono dopo?


Girellando per la rete mi sono imbattuto in una simpatica paginetta che per i fissati anti-grandefratello (quello di Orwell, non quello Endemol/Mediaset... -.-) risulta essere molto interessante. Forse qualcuno di voi conoscerà già quello di cui andrò a parlare ma per coloro che ancora ignorano, mi adopererò per raccontarvi la mia personale scoperta.


Il suo nome è TOR (The Onion Router).

Tor è uno strumento che serve a migliorare la sicurezza e la protezione su Internet di coloro che lo usano, rendendo anonimi la navigazione e la pubblicazione su internet, l'instant messaging, IRC, SSH e altre attività che si possono compiere sempre sulla Rete.
Con Tor le comunicazioni vengono gestite da una rete distribuita di server chiamata onion routers. I pacchetti, anzichè transitare direttamente dal mittente al destinatario, nella rete Tor seguono un percorso casuale attraverso i server, che nascondono le vostre tracce, cosicchè nessun osservatore su ogni singolo punto può sapere da dove provengono e dove sono diretti i dati.

In uno dei siti che vi ho linkato in fondo si descrive l'utilizzo potenziale di TOR anche in merito al contesto giornalistico.
Riporto qua sotto, in italico, le prime righe di ciò che si legge ma se vi interessa di più andate qua a questo LINK.

[Tor può essere usato dai singoli per impedire che i siti web analizzino e profilino loro e i loro familiari. Possono utilizzarlo per connettersi a risorse bloccate dal loro fornitore di connessione internet, come ad esempio siti di informazioni o servizi di messaggistica. I servizi nascosti di Tor permettono di pubblicare siti web ed altri servizi senza rivelare la collocazione reale del sito. Tor può essere usato anche per comunicazioni di carattere delicato e socialmente sensibile: ad esempio, chat e forum per le vittime di violenza sessuale, o per persone ammalate.

Con Tor i giornalisti possono comunicare in modo sicuro e riservato con le proprie fonti e con dissidenti. I collaboratori di una organizzazione non governativa (ONG) possono usare Tor per collegarsi al sito web della casa madre mentre prestano servizio in un paese straniero, senza che si sappia necessariamente per chi lavorano.]


Una cosa molto interessante è che unendo le caratteristiche di Tor con Portable Firefox è nato TorPark: la versione portatile del browser Firefox che sfrutta la rete Tor in modo da rendere anonima la navigazione.
In pratica grazie a TorPark, che è ottimizzato per pendrive usb e non richiede installazione, si ha sempre a portata di chiavetta (ma anche sull'hard disk) un sistema di mascheramento del proprio indirizzo IP. Basta connettere la chiavetta o aprire la cartella in cui si è scompattato il programma, avviare l'eseguibile TorPark.exe per connettersi al circuito anonimizzante degli onion routers e avviare la versione portable di Firefox. Da questo momento si potrà navigare in incognito.


I siti in cui potete navigare per documentarvi sono i seguenti (oltre a quelli gia presenti nel corpo del testo):

TOR - Sito che spiega molto bene che cosa è TOR, in italiano;
TorPark - Sito ufficiale di TorPark;
Steve Topletz - Pagina per contattare l'autore di TorPark;


noltre vi vorrei far vedere una cosa... per farvi capire il concetto di vera importanza a cui volevo giungere.

Sul forum del sito ufficiale di TorPark si leggono post come questo, in cui un ragazzo cinese lascia la sua testimonianza relativa al problema della censura verso la libera informazione del governo del suo paese.
Grazie a TorPark (il cui sito è anch'esso censurato in Cina -.-) ha finalmente potuto accedere col suo computer a niente di meno che.... WIKIPEDIA.ORG, anche quest'ultimo vietato dal governo cinese (che tristezza).

Ecco QUA la fonte diretta.

Spero vi possa interessare,

Gio

* Ci tengo inoltre a precisare due aspetti che sono la GRATUITÀ (di TOR e TorPark) eil fatto che al momento esiste soltanto la versione di TorPark per il SO windows.

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